Le nostre ortensie hanno veramente mille vite

Nei nostri frequenti tentativi di migliorare e dare un maggior “ordine logico” al nostro giardino di ortensie che è nato in maniera troppo casuale ,capita di spostare piante anche in momenti in cui bisognerebbe solo aspettare; lo facciamo perché siamo ( eravamo) convinti, per esperienza maturata, che facendo le cose bene le piante si adattano e sembra non ne soffrano. Il 20 Luglio  abbiamo spostato da terra a terra una H. arborescens ‘Grandiflora’ e una  H. heteromalla ‘Snow cap’ senza alcun problema  mentre una H. arborescens ‘Invincibelle Spirit’ dopo poche ora ha cominciato a piegare le foglie e il suo peggioramento è stato continuo ed evidente (vedi foto dopo 2  giorni)  tanto che pensavamo di averla persa.

Preso contatto con Alberta Ballati che ha suggerito di anticipare una potatura drastica e “sperare”.

Abbiamo eseguito il suo consiglio e come trattamenti solo molta acqua e un concime biologico che usiamo da questo anno e ci sembra con ottimi risultati, vedi:  https://lnx.raccontieortensie.it/2018/04/19/la-concimazione-delle-mie-ortensie-con-metodo-biologico/

E’ un concime 100%, liquido organico che mantiene Ph del terreno fra 6.00-6.6 attraverso azione dei batteri  anche (thioxidans di thiobacillus e ferroxians) che favoriscono  l’assorbimento degli elementi necessari da parte della pianta; contiene fra l’altro  16 elementi chiave ( fra cui azoto, fosforo, potassa, ferro, rame, zinco, manganese e calcio)

Per gli esperti sarà normale ma dopo circa 10 giorni dalla potatura la pianta sembra nata a nuova vita e ogni ramo è pieno di nuovi germogli.

Il concime ha aiutato, chissà? per il prossimo anno stiamo pianificando una sperimentazione più scientifica in alcuni giardini e vedremo.

Non so cosa debbo aspettarmi da una potatura così anticipata e lo imparerò osservando la pianta, resta il fatto che qualcuno ha detto “ benedetta Alberta”  per togliermi la soddisfazione del fatto che anche io avevo ipotizzato questa soluzione … a dimostrazione che nessuno è profeta in patria.

About the author: Gianfranco Baraghini