Altra (la terza) mutazione genetica spontanea nel giardino delle ortensie a Serramazzoni.

Quando affronto questo argomento che è complesso e difficile  parto sempre dalle considerazioni di uno scritto di Anna Peyron che dice:

Sono eventi rari e riconducibili quindi alla fortuna, scoprire una mutazione è il sogno di ogni giardiniere …può succedere infatti che una pianta di rose, ortensie o altra pianta presenti all’improvviso differenze in uno o più rami e/o fiori che presentano differenze non compatibili con le caratteristiche della pianta “originale”

Se ho capito bene visto che sono eventi molto rari quando capita è solo un colpo di fortuna e, aggiungo io, l’unico merito del giardiniere è quello di averlo osservato, che comunque non è poco.

Le mutazioni:  sono gli elementi di base grazie ai quali possono svolgersi i processi evolutivi. Le mutazioni determinano infatti la cosiddetta variabilità genetica, ovvero la condizione per cui gli organismi differiscono tra loro per uno o più caratteri. Su questa variabilità, tramite la ricombinazione genetica, opera la selezione naturale, la quale promuove le mutazioni favorevoli a scapito di quelle sfavorevoli o addirittura letali. da Wikipedia –

Le mutazioni spontanee, sono mutazioni provocate da fattori chimici endogeni e da errori nei processi che si attuano sul materiale genetico; la definizione di mutazione spontanea è di mutazione che avviene in assenza di agenti mutageni noti. Non sono molto frequenti, ma sono comunque inevitabili vista la intrinseca imperfezione di ogni meccanismo molecolare.

Se non sono state fatte manipolazione dirette sulla pianta è evidente che si tratta di un cambiamento genetico spontaneo, a volte indotto, chiamato internazionalmente «sport» (mutazione, in italiano), che spesso ha come risultato una forma che differisce per pochi caratteri dalla pianta da cui deriva o dalle altre piante della stessa varietà.

Questo sviluppo anomalo può portare, ad esempio, ad un cambiamento di colore dei fiori o la diversità della loro forma (le due modifiche che abbiamo riscontrato nel mio giardino), del tipo di crescita del fusto che muta da arbusto a rampicante.

Se quel ramo che contiene la “mutazione” ( del ramo stesso o della foglia e/o del fiore)  verrà isolato e riprodotto si otterrà una nuova pianta cui dare un nome.

Per questo motivo, sto predisponendo per fare talee dai rami che portano quelle che a me sembrano mutazioni genetiche spontanee nella speranza di ottenere piante cui dare un nuovo nome.

LA MIA FORTUNA ? tre casi di mutazione spontanea

Una, due casi di mutazioni spontanee nel giro di qualche anno può essere un fatto dovuto al caso ma ora, osservarne una terza, è qualcosa che penso poco abbia a che fare con il caso e che mi stimola a capirne di più; è per fare questo che chiedo l’aiuto di chi ne ha osservati altri casi o ha studiato il fenomeno.

La prima è relativa  alla presenza di un fiore formato lacecap in una pianta con fiori globosi – vedi  http://lnx.raccontieortensie.it/2017/06/06/la-mutazione-spontanea/ , il secondo al cambiamento di colore (da rosa a bianco) di tre inflorescenze di una Macrophylla – vedi   http://lnx.raccontieortensie.it/2019/07/06/due-mutazioni-sp…-sono-emozionato/  di ambedue le piante non conosco la varietà.

La terza ed ultima mutazione evidenziata in questi giorni é di una pianta con moltissime inflorescenze globose che presenta due inflorescenze che hanno una struttura significativamente differente e che sembrano una via intermedia fra una inflorescenza globosa ed una lacecap,

Le foto ne sono una evidenza e mostrano rispettivamente una inflorescenza “vecchia” tipica della pianta con i sepali con il bordo seghettato a fianco di quella recente che mi sembra modificata e che mostra quelli che sembrano l’equivalente di fiori sterili centrali di una lacecap, fenomeno più evidente nella foto successiva dove si evidenziano anche sepali con margini non seghettati.

Va notato però che i sepali / sterili non formano la classica corona esterna tipica lacecap ma sono anche centrali a formare una sfera globosa più piatta e certamente molto diversa dalle altre inflorescenze globose di questa pianta che come si vede nella prima foto raggiungono dimensioni di 30 cm e hanno sepali con margine frastagliato tanto che la avevo caratterizzata come una macrophylla “Europa”.

Nella ultima foto un esempio tipico di inflorecenza lacecap (H.M Nagasacki) cui faccio riferimento.

Chi ha visto altre situazioni simili?  Sono cose che vedo solo io? Sono fatti cui do una importanza esagerata ? Come debbo considerare tutto questo?

About the author: Gianfranco Baraghini