Due mutazioni spontanee delle mie ortensie: mi sono emozionato

Due mutazioni spontanee delle mie ortensie: Scoprire una mutazione è il sogno del giardiniere …lo ha scritto Anna Peyron dell’omonimo vivaio e famosa esperta di ortensie e rose …Può succedere che una pianta di rose, ortensie o altra pianta presenti all’improvviso differenze in uno o più rami e/o fiori che presentano differenze non compatibili con le caratteristiche della pianta “originale”

Se non sono state fatte manipolazione dirette sulla pianta è evidente che si tratta di un cambiamento genetico spontaneo, a volte indotto, chiamato internazionalmente «sport» (mutazione, in italiano), che spesso ha come risultato una forma che differisce per pochi caratteri dalla pianta da cui deriva o dalle altre piante della stessa varietà.

Questo sviluppo anomalo può portare, ad esempio, ad un cambiamento di colore dei fiori o la diversità della loro forma (le due modifiche che abbiamo riscontrato nel mio giardino), del tipo di crescita del fusto che muta da arbusto a rampicante.

Se quel ramo che contiene la “mutazione” ( del ramo stesso o della foglia e/o del fiore)  verrà isolato e riprodotto si otterrà una nuova pianta cui dare un nome.

Può sembrare poco credibile che io “giardiniere neofita” senza nessuna esperienza e pochissime competenze mi sia accorto nel’Agosto 2016 di avere una pianta di ortensia, di cui non conosco nome della varietà, che presenta in uno dei rami centrali un fiore lacecap di circa 7/8 cm mentre TUTTI gli altri fiori della pianta sono globosi (mophead)  del diametro di circa 15 cm o più. Nel 2016 diedi evidenza di questo fatto in un post che troverete in http://lnx.raccontieortensie.it/wp-admin/post.php?post=1561&action=edit

Ma la sorpresa è ancora maggiore in questi giorni quando ho osservato una altra Macrophylla ( di quella serie di cui non conosco varietà) che presenta alcune inflorescenze bianche e altre rosa, come erano lo scorso anno. Anche in questo caso si tratta di una evidente mutazione. Possibile che io sia così fortunato ?

Nel primo caso ho continuato ad osservare la pianta ma il caso del formato lacecap non si è più manifestato; personalmente ho fatto l’errore di non tagliare il ramo e fare una talea.

Quest’ anno non ripeterò l’errore e al momento della potatura che farò a Aprile, Maggio del prossimo anno ( il giardino è a 850 metri sul livello del mare e siamo sfasati di circa due mesi per le basse temperature) proverò a riprodurle vedendo cosa viene fuori.

About the author: Gianfranco Baraghini