Per non dimenticare: Decenzio e i suoi ricordi

Decenzio Zanni nasce nel ’32 , 85 anni fa da Torquato e dalla Gina

Mastro muratore il babbo e casalinga tutto fare la mamma (anche aiuto muratore del babbo) che portava le pietre, i cestelli di cemento e tutto quello che serviva agli uomini  con cui costruirono la loro casa a Serramazzoni .

Nel  1940 a 8 anni quando cominciano i sui ricordi, abitava a Bologna  in via Andrea costa al 180 una casa piccola sala (dove si dormiva anche) e cucina dove ha completato  la 5° elementare frequentate al Costanzo Ciano, noto gerarca fascista.

Di quel periodo (siamo nel 1942/43 in piena seconda guerra mondiale) Decenzio ricorda i bombardamenti  e  in particolare due.

Il primo mentre faceva il bagno nel canale che attraversava Bologna e arrivava  a Ferrara con tutto il fuggi fuggi che ne seguì.

Il secondo nel ‘42 quando a Marano salta il deposito armi e cadde la soffitta della casa in cui abitavano; si salvarono solo perché una parte della soffitta si appoggiò sulla testata del letto di ferro mantenendo un piccolo spazio in cui si sono rannicchiati in tre padre, sorella e Decenzio  … Le paure erano queste ed erano quotidiane per cui imparavi a conviverci ma ti facevi una corazza.

I giochi erano pochi e i giocattoli ancora meno; il più praticato era quello con le palline di vetro e il salto della corda  simbolo della povertà di quei tempi.

Si tornava a casa a mangiare e si mangiava quello che c’era … un gran piatto di maccheroni / molta minestra quando c’era  …e quando andava bene patate.

Le scarpe erano qualcosa di prezioso; si andava scalzi e si usavano per le occasioni particolari e per andare a scuola; quando si tornava da scuola la prima cosa da fare era togliersi le scarpe.

I vestiti erano un passaggio continuo da uno all’altro e le mamme erano bravissime nell’arte del rattoppo.

Allora con 8, 10 centesimi si comperava un pacchetto sigarette

Nel 45 con la fine della guerra e l’inizio della fase di ricostruzione per tutti i bambini era importante imparare un mestiere, quindi a12, 13, 14  anni vanno tutti a lavorare, lui a fare il muratore con il babbo.

La ricostruzione a partire dalla pulizia delle strade era evidente in tutti e questo stimolava a pensare in grande e a sognare, il lavoro per chi aveva voglia non era un problema … non c’erano mestieri che i giovani  non volevano fare …    e questo è un aspetto su cui riflettere.

Si andava a lavorare per niente pur di  imparare mestiere, barbiere meccanico  muratore ….

Allora c’erano i maestri muratori vestiti con quella che si può definire una vera e propria divisa: pantaloni e casacca con  grembiule bianco e metro in tasca

Il loro compito era di costruire ma anche di insegnare, era insito nelle cose…. Si andava da piccoli soprattutto per imparare e si imparava lavorando

Insegnavano ma pretendevano e picchiavano ( non era la prassi ma era frequente) se non facevi bene quanto dicevano.

E in quel periodo che si completa la formazione del carattere, già temprato dalla guerra, di Decenzio che è “focoso”, non accetta l’ingiustizia, la sopraffazione.

A 16 anni il primo “vaffanculo”: Dopo due anni con Degli Esposti ( un muratare imprenditore) va a lavorare con Ungarelli che aveva avuto l’incarico di sistemare i portici di San Luca

La organizzazione del lavoro prevedeva che 4 maestri muratori  facessero  il lavoro mentre un manovale ragazzino preparava per loro quattro  i materiali ( cemento calce …).

Una caratteristica che ricorda è che loro urlavano sempre, davano ordini al ragazzino sempre urlando  …gesso, gesso e sabbione e … il garzone doveva sempre rispondere FARO’ a conferma che aveva capito …. se non rispondeva erano problemi e a volte botte.

Ora è utile pensare a come si svolge l’apprendistato e onestamente viene da sorridere.

Chiedete a qualche datore di lavoro!

Quel giorno uno di questi capomastri lo sgridò e con un righettino di legno di quelli che si utilizzavano per fare spigoli diede una botta nelle gambe a Decenzio.

La reazione fu immediata, senza pensare, Decenzio gli tirò in faccia un catino di sabbia e acqua .. e andò via sapendo che avrebbe dovuto risponderne in famiglia, trovare nuovo lavoro ecc.

Siccome aveva imparato bene il lavoro ne trovò subito un altro dall’Ing Toschi che gli ha insegnato molto e diventerà una sorta di maestro che gli fa capire che non basta saper fare un muro dritto, serve anche capire dove farlo, come farlo diventare piacevole … la qualità del lavoro.

E in quel momento però che emerge il carattere e le idee e forse il desiderio di un percorso di vita un po’ fuori dagli schemi.

Cominciarono i primi scioperi e i primi picchetti e a 18 anni, di idee socialiste, comincia la vita politica in CGIL come referente di cantiere;

E’ li che comincia a chiedere agli operai i loro bisogni, le loro idee, comincia a parlare con i padroni e a farsi le sue idee.

E’ un momento di crescita importante

Frequenta assiduamente la CGIL  almeno una volta la settimana sabato mattina o sera.

E lì che ci si confronta, si organizzano scioperi ma soprattutto ( di questo si è quasi perso traccia) si accantonano risorse x i più poveri, famiglie con molti figli ….le quote del sindacato servivano anche a questo … si comperavano alimenti pagavano affitti ecc.

A Decenzio un incarico di fiducia, quello della distribuzione  che si faceva girando la provincia in bicicletta

Forse questo aspetto merita qualche riflessione: I sindacati hanno mantenuto questo spirito o qualcosa è cambiato? Perché le persone non si iscrivano più al sindacato?

chi fa ora questo lavoro? Che faceva Decenzio ..il volontariato che in Italia rappresenta certamente un valore aggiunto.

Arriva la chiamata al servizio militare a 20 anni: sono 15 mesi a Pordenone come carrista a fianco dei bersaglieri; un periodo che non incide significativamente nella sua vita; Ritorna e ricomincia a fare ancora muratore fino a 31 anni.

Nel 1954    A 22 anni durante servizio militare incontra Maria che sposera due anni dopo e tuttoggi è compagna della sua vita….

Nel 1962     A 30 anni per le sue competenze di muratore fu assunto al S.Orsola  mediante “conoscenze” …. Non ricorda  concorsi  

Restò x 1 anno per  poi trasferirsi al nuovo ospedale di Bologna ( il Maggiore) partecipando alle attività conclusive ( dalle pulizie a trasporto materiali, mobili ecc) necessarie all’apertura dell’ Ospedale Maggiore.

Quando era al Maggiore era referente per il progetto 150 ore che permetteva ai lavoratori di prendere attestati diplomi ecc per accedere a qualifiche superiori.

Poi 2 anni di PS, aiutante barelliere e corso serale interno per preparatore in farmacia  …. (non ricorda concorsi … ma solo concorsi interni).

1982 a 50 anni   maturò l’età e i requisiti ( 34 e sei mesi ) per la pensione .

Ma quello degli anni 90  è un periodo diverso da ora, sono persone che sentono il momento, la possibilità e la necessità di continuare ad andare avanti nel tentativo di raggiungere quel benessere che si cominciava ad intravvedere.

 La ricerca del miglioramento: da operaio a imprenditore da sindacalista a padrone

Pensa di integrare la  famiglia e propone a Maurizio che faceva fontaniere di fare una società e creare una impresa edile di Zanni Maurizio cui si unirà l’altro figlio Daniele

Le cose vanno bene anche se con il suo carattere la gestione degli operai (fino a 13) non è sempre facile … confuso nel ruolo di padrone/operaio.

In quegli anni dopo la guerra però cambia anche il contesto sociale, molti vanno a scuola si diplomanoe/o laureano …Decenzio è l’unico dei parenti non laureato/diplomato ….

In quel periodo percepisce forte l’inizio della differenziazione sociale che si percepivano nel mondo del lavoro e anche all’interno delle famiglie.

Un giorno litigò con i parenti ( diplomati laureati) che avevano un atteggiamento presuntuoso ( quasi di superiorità x la scuola fatta) e lo escludevano da certi impegni come quello di acquistare una casa e decise d’impeto che si sarebbe fatto una casa più bella ( era o no un muratore?).

Se ci pensiamo è una cosa un po’ da matti perché non aveva soldi ma aveva quell’orgoglio ferito e viveva in un periodo in cui tutto sembrava possibile … proprio a differenza di oggi.

La costruzione della casa di Serra

Coinvolge il Padre e il fratello Fausto: In tasca fra tutti 230.00 lire.

Trova un lotto di terra a Serramazzoni nel 1965 che compera con prestito ( 250.000 lire  su 480.000 lire) del fratello della moglie

Loro però hanno coraggio … gli dettero il lotto e lo delimitarono con l’ingegnere del comune piantando paletti che delimitavano il lotto  … come nel far west

La casa cresce lentamente lavorando il sabato e la domenica e tutti i periodi feriali…

Decenzio fa progetto della casa con scarabocchi/appunti su carta

Il geometra, amico di Bologna prepara la documentazione/disegni senza mai venire a Serra a vedere l’area…

Lavoravano Decenzio e il babbo mentre la moglie Maria e la mamma Gina portavano su quanto serviva dal cemento alle pietre ai sassi …. poi il figlio Maurizio cominciò a essere coinvolto e a 4 anni  comincio a portare su i mattoni, uno ad uno, abbracciandoli con due mani ..roba da non credere.

Ovviamente niente gru e la sicurezza era quella che era con i ponti fatti come descrive nel video.

I primi lavori interni si pianificano con i risparmi dalla spesa .. riuscirono ad avere dalla banca un mutuo di due milioni dopo aver dimostrato  di per poter fare con i propri soldi la copertura del tetto.

La costruzione della casa comincia 1965 e prende forma esterna nel 1967/68 …. Quando venivano a lavorare ed era freddo si dormiva nel garage che avevano predisposto; una unica stanza per  maschi e femmine, padri e figli.

Una stufa a legno ma tanto freddo … si mangiava e dormiva tutti assieme tutti in questa stanza.

La casa prende forma compiuta intorno anni 1970/71con stanze letto cucina ecc. ma tutto attorno uno spazio  aperto che Decenzio  progetterà e realizzerà negli anni successivi caratterizzando tutta la casa.

E’ una casa strana dove in un pavimento di uno dei terrazzi sono rappresentati Bologna e i suoi simboli ( Ghirlandina, piazza maggiore ecc) che a molti fa sorridere ma che solo a guardarla si capisce il tempo impiegato a costruirla,  con il suo giardino su quattro piani, l’acetaia e fino a pochi giorni fa il pollaio con le galline.

La sistemazione dell’esterno dura  10 – 12 anni  quindi fino ai primi anni ottanta.

Negli anni ’90  inizia a rallentare il suo impegno lavorativo e comincia a frequentare Serra 3, 4 mesi l’anno in cui non lavora ma continuava sistemazione del suo giardino che è una cosa naif che potete vedere sul sito

Per arrivare ad oggi in cui trascorre nella casa di Serra 9 mesi l’anno e il periodo più freddo a Bologna

Decenzio a tuttoggi ascolta con attenzione le trasmissioni di politica in televisione ed è sempre pronto a discuterne …

Decenzio ha raccontato tanti altri episodi della sua vita che però non aggiungono nulla a quello che si può capire della sua formazione e sensibilità e di cime si viveva a quei tempi.

 

About the author: Gianfranco Baraghini